Username
   
    Password
   
 
  

Dimenticato la Password?


Le Castagne  
Le Lenticchie  
    La Lenticchia di Rascino
Allevamenti e produzione  
Dolci e cucina tradizionale  


Rifugi  
Agriturismo  
Alberghi, Ristoranti e Trattorie  
Campeggi  
B&B  
Spiagge Attrezzate  


Le Lenticchie

La Lenticchia di Rascino



La Lenticchia di Rascino
Sito internet: www.lenticchiadirascino.it
 

La Coltivazione della Lenticchia, sull'altopiano di Rascino, ? parte integrante della tradizione locale. Nelle generazioni precedenti alle nostre (gi? dai nostri genitori) la coltivazione della Lenticchia avveniva in quantit? piccolissime per uso familiare, circa mezza "coppa" di semina ogni famiglia pari a circa 10 Kg, per soddisfare le esigienze familiari e le "obbligazioni", cio? i regali che servivano a contraccambiare favori fatti da persone "istruite" come il Dottore, il Prete, il Daziere, i Forestali, l'impiegato comunale che curava alcune pratiche come la domanda di pensione o per l'ottenimento del "caropane" (sussidio per le famiglie pi? bisognose), ecc. Si iniziava nel mese di marzo (neve permettendo) con l'aratura che si faceva con due mucche, il giogo, l'aratro in legno ed i finimenti necessari. Si faceva prima l'aratura in un senso e poi la terra veniva "ritroncata" arando in senso perpendicolare al primo.
Si procedeva poi alla semina, eseguita completamente a mano. Mettendo dei segni sul terreno, si faceva prima una passata gettando il seme davanti e alla sinistra dell'agricoltore, e poi una passata in senso inverso ma ad una distanza di circa sette passi dalla precedente. Ogni due passate veniva seminata una striscia di terra chiamata "porca". Dopo la semina si faceva un'altra passata di aratro per ricoprire i semi e poi si ripassava con fasci di frasche e spini trainati dalle mucche per spianare il terreno. Per la semina di una "coppa" di Lenticchie era necessaria una giornata di lavoro di una persona e di due mucche.
I terreni soggetti a danno da parte di animali, come bovini o equini, venivano recintati con "a fratta", cio? dei paletti infissi nel terreno con "u mazzu" (sorta di grosso martello in legno" a circa 60-70 cm di distanza e poi con le frasche intrecciate). A questo punto non restava che aspettare il mese di agosto per il raccolto. Una volta giunte a maturazione (le piante diventano gialle, quasi completamente secche), si iniziava la "carpitura". Le piante venivano sradicate a mano ed ammucchiate. Con "a traglia"o con "u traglione" le piante delle lenticchie venivano trasportate sopra "all'ara" (l'aia). Una volta sull'aia venivano lasciate ferme per 4 o 5 giorni per la completa essiccazione.
In una bella giornata di sole venivano aperte a ruota per essere calpestate dalle bestie (cavalli, muli o le mucche) al fine di far aprire i baccelli secchi e quindi per permettere la fuoriuscita dei semi delle lenticchie. Questa operazione era chiamata "a trita".
Una volta pronte si toglievano le bestie e con le forche si sollevavano vibrando gli steli delle piante detti "staj", in modo che i semi cadessero tutti a terra. Venivano poi ammucchiate con il rastrello e si passava la scopa fatta con rami di "uvella" per sprecare il meno possibile. Si creava cos? il mucchio di lenticchie miste a bacelli e foglie. Con "a creenza" (una specie di forca piatta con 4 - 5 denti di legno, largo circa 30 cm) queste lenticchie venivano sollevate al vento, in modo che tutte le parti pi? leggere volassero via (scam?). Una volta tolto il grosso si faceva lo stesso lavoro con una pala di legno, fino a pulirle nel miglior modo possibile.
Si mettevano poi i sacchi di tela e venivano riportate in paese, dove le donne completavano la pulizia con i "corvelli" e con la lunghissima e paziente "capatura" (scelta) a mano. Tutto questo era per ottenere circa 7-8 coppe di raccolto di lenticchie (140-160 Kg). Allora come ancora oggi la semina viene fatta su terreni messi a rotazione biennale, cio? alternando un anno di pascolo per il bestiame con un anno a coltivazione ("a vece"). Ora la coltivazione ? stata completamente rivoluzionata con l'avvento delle macchine, anche se non ? stata minimamente alterata la naturalezza del prodotto.
Si inizia sempre nel mese di Marzo con l'aratura che viene fatta con potenti e maneggevoli trattori. Si esegue poi la "morganatura" che serve a tagliare le grosse zolle di terra in parti pi? piccole.
Segue poi "l'erpicatura" che sgretola e spiana il terreno per prepararlo alla semina. La semina viene effettuata con lo spargiseme con un dosaggio pari a 100-120 Kg/ha.
Questa ? seguita da una nuova erpicatura, che ha la funzione di ricoprire il seme con la terra. Passo successivo ? la "rullatura" per un perfetto livellamento del terreno, al fine di far aderire i semi alla terra e facilitare il raccolto. Tutta questa lavorazione viene effettuata da una persona, utilizzando un trattore, in una giornata di lavoro, per un ettaro di terreno.
Se il terreno si trova in una zona soggetta a danno da parte di animali da allevamento si procede ad effettuare una recinzione che pu? essere stagionale o fissa, fatta con pali di legno infissi nel terreno e ferro spinato (almeno due fili, uno a circa 120 cm dal terreno per bovini ed equini e l'altro a circa 40 cm da terra per gli ovini). A questo punto si aspetta il mese di Agosto, sperando in una stagione favorevole. Una volta che le piante sono giunte a maturazione si inizia il raccolto.
Con delle motofalciatrici con lama corta per permettere un minor spreco, si procede alla falciatura. Le piante tagliate vengono lasciate almeno un giorno a terra per far completare l'essiccazione. Con i rastrelli si restringono le piante in filoni ad una distanza di 4 - 5 m uno dall'altro oppure in veri e propri mucchi. Con la mietitrebbia si procede a separare il semi delle lenticchie dal resto delle piante (staj) che una volta pressati sono ottimi per l'alimentazione del bestiame.
Quello cos? ottenuto ? il cosiddetto "prodotto sporco", in quanto vi ? la presenza di altri semi e sassolini che vengono eliminati con una serie di complessi macchinari, ottenendo un prodotto pulito e selezionato pronto per il confezionamento e la commercializzazione.


Analisi delle Proteine
Lenticchia
Peso equivalente dell'azoto 14,008
Campione Soluzione titolante Azoto ?
??n??? n? prova Azienda Grammi di sostanza Normalit? HCI ml usati % Azoto Sostanza proteica
1 1 Rascino 0,2002 0,1 5,2 3,64 22,75
1 2 Rascino 0,4007 0,1 9,2 3,22 20,13
Valore medio ? 3,43 21,44
?
2 1 Colfiorito 0,1998 0,1 4,8 3,37 21,06
2 2 Colfiorito 0,4007 0,1 9,2 3,22 20,13
Valore medio ? 3,30 20,59
?
3 1 Castelluccio 0,2004 0,1 5,1 3,56 22,25
3 2 Castelluccio 0,4009 0,1 9,3 3,25 20,31
Valore medio ? 3,41 21,28


Referente   
Comunit? Montana Salto Cicolano
Telefono   
0746558191
Fax   
0746558103
E-mail   
info@saltocicolano.it

















 Luned́ 24/9/2018

 Totale: 30408  
 Oggi: 10  
 Mese Corrente: 2516
 Media Giornaliera: 7


 

Unione Europea FEAOG Orientamento
 

Repubblica Italiana
 

Regione Lazio
 

Programma LEADER +
 

G.A.L. della Provincia di Rieti
 

VII° Comunità Montana Salto Cicolano
 


prodottitipici.saltocicolano.it - VII° Comunità Montana Salto Cicolano
Best View 1024x768 - Ottimizzato IE 5.5 e superiori
Powered & Hosted by Microlan Italia S.r.l.  - Developoed with S.S.W. Self Service Web